Il piacere vero dei “dolci” ricordi

pubblicato il 15 ottobre 2009 da Redazione

Sarah è l’autrice di Fragola e limone il blog che è soprattutto la sua “dichiarazione d’amore” online al cibo e alla fotografia. In cucina ama la pasta, ma anche i dolci, sono una sua grande passione!

—————————-

Tra le foto di famiglia ce n’è una a cui sono particolarmente legata: ci siamo io ed il nonno sul balcone di casa sua, lui seduto sulla sdraio ed io con un grembiulino fatto su misura per me dalla nonna in piedi davanti ad una sediolina bianca (avevo si e no 4 anni) che sgranavo fagioli.

pasta per voiello 1Già allora amavo guardarla muoversi sicura tra gli ingredienti, e la voglia di emularla era tanta: le chiedevo sempre di darmi qualcosa da fare per aiutarla, e quando c’erano da aprire i fagioli, pulire i fagiolini o altre operazioni che potessi eseguire senza ferirmi mi faceva sentire importante, dandomi da fare.
Quanto mi piaceva guardarla cucinare ed ero così felice quando mi passava qualche scarto di verdura per poterci giocare.

Uno dei miei giochi preferiti infatti, quando passavo le vacanze dai nonni, era un set di pentole di plastica arancione, con cui scendevo in giardino e facevo meravigliose minestre di fango, arricchite dalle erbe aromatiche del giardino di nonna e, quand’ero fortunata, da sedano e carota.

Poi, qualche anno dopo, lei è venuta a stare con me ed i miei genitori.
Vivere con la nonna da quando hai 6 anni, rientrare a pranzo da scuola e ritrovare sempre uno dei tuoi piatti preferiti in tavola, con lei che ti dice guarda cosa ti ho preparato oggi di buono e tu zitta, perchè non vuoi rovinarle la sorpresa dicendole che il profumo della sua cucina arrivava fin sulla strada e tu sai già perfettamente cos’ha cucinato per te: questo è stato sicuramente un punto di svolta.

Quando voleva farmi una sorpresa questa era sempre legata a qualche prelibatezza, realizzata in esclusiva per me e nessun altro: questo rendeva tutto magico, facendomi sentire speciale.
La nonna ha sempre associato la cucina alla coccola: è sempre stato il suo modo di abbracciare i suoi cari, lanciandosi perfino in qualche ardita preparazione (strappa sempre grandi risate il racconto di mamma che si alzava per fare colazione e trovando la porta della cucina sbarrata sentiva nonna che strillava, cercando di aver ragione dell’anguilla acquistata per il nonno, unico amante di quel prodotto).
Quest’esclusività, questa passione, questo amore immenso che tramandava ai suoi piatti: poteva tutto ciò lasciarmi indifferente, poteva mai non trasmettermi lo stesso amore, la stessa passione, lo stesso “piacere vero” nel coccolare chi amo?

In particolare per me l’apoteosi del piacere vero sta nel dolce: quella portata di fine pasto che spesso si trascura o si evita proprio, ormai sazi e soddisfatti. Ma quanto può coccolare un dolce? Quel piccolo sfizio che vuoi toglierti, quella “voglia di qualcosa di buono”, parafrasando una vecchia pubblicità di un famoso cioccolatino?

Il dolce non è qualcosa che fai ad occhio (tranne quelli delle nonne appunto, che non si capisce come facciano a realizzare cose stupende con un pugno di questo, mezzo bicchiere di quello e farina quanta ne prende l’impasto…): è studiato, misurato, calibrato, bilanciato. Ogni passaggio è fondamentale, ogni attimo importante per la realizzazione del piatto finale. Realizzare un dolce ti assorbe completamente, ti catapulta in un mondo a parte in cui ogni tuo gesto può dar vita a qualcosa di speciale. Ci vogliono dedizione ed amore, per avere un risultato “comme il faut”: quella dedizione ed amore che non si sprecano per qualcuno che non conta nulla per noi, ma solo per una persona speciale.
Il cibo come coccola elevato all’ennesima potenza, il dolce.

Questo per me è piacere: dedicarmi a realizzare qualcosa di speciale per chi amo, qualcosa che magari è reso ancora più dolce da un ricordo, vedere quella lucina che brilla negli occhi di chi scopre che ti ho preparato quel piatto che ti piace tanto, quello che non mangiavi da anni, godermi il momento in cui assapora ciò che ho realizzato ed insieme vedere i ricordi che riaffiorano con quel boccone, sapendo che sono riuscita a regalare qualche minuto di piacere vero.

Nonostante la passione per il dolce, potevo mai non proporvi una ricetta di pasta proprio qui, considerando che ho la dispensa piena zeppa traboccante di pasta Voiello (la mia preferita in assoluto dopo quella fatta in casa, e non è piaggeria la mia)?

Linguine alla crema di ricotta con mandorle croccanti

Ingredienti per 4 porzioni

pasta per VoielloOK440 gr di linguine
200 gr di ricotta vaccina
20-30 gr di parmigiano
abbondante basilico (almeno una quindicina di foglie)
5-6 baby zucchine romane
sale
pepe
pomodori perini (4-5 a persona)
una manciata di mandorle a scaglie
olio
2 spicchi di aglio

Preparazione

Lavate le zucchine, tagliatele a rondelle sottili (così cuociono in un attimo) e saltatele in padella con un velo di olio ed uno spicchio di aglio in camicia: aggiustate di sale e pepe e fate raffreddare.
 Prendete i pomodorini, privateli dei semi e dell’acqua di vegetazione e tagliateli a dadini. 
In un padellino antiaderente versate un goccio d’olio, uno spicchio di aglio in camicie e le mandorle: fatele andare finchè prenderanno un bel colore dorato, poi levatele dall’olio e fatele riposare su carta assorbente da cucina.

Mettete a cuocere la pasta. 

Intanto che le zucchine si raffreddano mescolate la ricotta con abbondante basilico, il parmigiano, un pizzichino di sale e il pepe.
 Appena le zucchine saranno fredde unirle alla ricotta e con un frullatore ad immersione frullare tutto (aiutatevi con un po’ di acqua di cottura della pasta, quel tanto da ottenere un composto fluido).

Appena la pasta sarà cotta scolatela (con un po’ di acqua, così da evitare il “mappazzone”), mantecatela con la crema di zucchine, mettetela nel piatto e cospargetela con le mandorle croccanti, i dadini di pomodori e qualche altro filetto di basilico fresco.

2 commenti

  1. miciapallina:

    E si…. piccole sorellone crescono!
    Che bello leggerti piccola Sara!
    Che bello sapere che chi ti ha letto ha capito chi sei, e che sei tanto ….. tanto brava, tanto dolce, tanto amica!
    nasinasi

    p.s. la ricetta me la copio e la rifaccio sicurissimamente!
    E brava Voiello!
    Adesso ho un motivo in più per comprarla!

  2. Sarah:

    Micina cara, grazie mille.
    Lo sai che queste parole dette da te per me valgono molto di più che scritte da chiunque altro.
    Baci :***

Lascia un commento

(obbligatorio)

(non sarà pubblicata - obbligatorio)

Le ricette degli Chef del piacere

Vermicelli con le sarde fresche